Alla tavola rotonda
October 31, 2007
Il momento di sintesi, la discussione circolare, le impressioni, i propositi, il coinvolgimento delle associazioni del territorio. Si è discusso dei risultati dei tre giorni di lavoro, l’ottica politica dell’assessore alle Politiche Giovanili Simone Ceresoni che apre la discussione sottolineando il clima caldo e propositivo dell’iniziativa, l’efficacia della relazione interpersonale che diviene progettualità condivisa, la diversità che si tramuta in incontro tra competenze affini ma spesso non comunicanti, la possibilità di avanzare negli interventi volti alla coniugazione di interessi personali, attività professionale, servizio alla comunità.
Si è passati alla presentazione delle realtà presenti nel territorio e alla possibilità di allargare queste esperienze già consolidate verso un fine comune: quello di fare attività culturale in modo da includere ciò che normalmente viene diviso in formazione formale (scuola, attività istituzionale, ecc.) con formazione informale (associazionismo, volontariato). E allora ne esce una panoramica ricca, fatta di Informagiovani, Associazione La Stanza, Associazione Gratis, Cag Bubamara, Associazione Multietnica, Associazione Festa della Musica Europea, realtà consolidate nel senigalliese e capaci di offrire una serie di interventi tali da ottemperare ai bisogni artistici e di espressione individuale e gruppale della comunità. Musica, danza, integrazione interculturale si affiancano l’un l’altro per dar vita a nuove prospettive da perseguire insieme ai partner marchigiani, nazionali ed europei che hanno partecipato alla tre giorni inaugurata lunedì scorso presso la Sala del Trono del Palazzo del Duca.
Quali prospettive? Un festival da realizzarsi presto per far si che le energie raccolte non si disperdano, dove ognuno sappia mostrare ciò che ha già realizzato, per legarsi ancora più fortemente di quanto l’esperienza appena trascorsa non abbia già cominciato a fare. Una Orchestra di Via Carducci, crogiuolo nostrano di esperienza interrazziale, emergente cittadino dei possibili conflitti inter-etnici tipici della contemporaneità globalizzata, risorsa importante per scoprire ciò che di straordinario può offrire il dialogo e lo scambio tra culture lontane ma contigue. Insomma, la sintesi di una delle tematiche più importanti della fase storica che si sta vivendo racchiuse in dedalo di vie strette e circoscritte, in una ridente provincia italiana che aspira all’internazionalismo.
Cominciamo, anzi continuiamo, dalla comunicazione: Acideinrete@yahoogroups.com, e questo blog, a disposizione dei partecipanti per commentare, discutere, ideare, al fine di rapportarsi con bisogni concreti e spesso inascoltati, verso i quali abbiamo il dovere di impegnarci.
La speranza di un cambiamento, un arricchimento, un viaggio effettivo in un mondo fatto di espressione artistica e ludica, politica e di assistenza, di aiuto e di ascolto, di tango e di samba, di afro e di classica, di capoeira e di zouk, salsa e rumba, di speranza di pace e di integrazione razziale e culturale.
Grazie a tutti.
A summary of second day of intercultural training
October 31, 2007
The second day showed how our mental rappres entations create barriers to teaching and learning dance and music.
A lively debate in the mourning create an interesting climate.
Conga and berimbau or the capoeira often hit to the heart more than words.
Performance of the artists present a point of wiew to analyze and to study but also to enjoy, emotions and involve.
The teme of the rule and task of dance and music teachers with a intercultural approach was been another step to inprove the project Acide.
The validation of the trainer was been another point of the debate.
The idea of the project is to make a net of best practice.
Laboratori di ricerca-azione…
October 30, 2007
Proseguono le giornate formative del corso, con gli interventi del Dott. Esoh Elamè sulle metodologie didattiche per l’insegnamento delle danze e musiche etniche in una prospettiva interculturale e i laboratori di ricerca-azione per ideare programmi e unità di apprendimento di danza e musica che considerino tale prospettiva centrale rispetto ai corsi attivati.
Nella mattinata lavori di gruppo per confrontare le rappresentazioni mentali di ogni singolo partecipante in riferimento ad alcune parole chiave sul tema dell’intercultura, discussione che ha dato via ad un vivace dibattito su come molto spesso le rappresentazioni sociali, determinate dalla somma delle percezioni della realtà di ogni singola ragione, siano poco pertinenti rispetto al reale mondo dentro il quale le persone si muovono, vivono, interagiscono, scambiano, e come questo iato tra il percepito e il reale dia spazio ad inevitabili forme di fraintendimento e pregiudizio.
Anche nell’organizzazione di laboratori di danza e musica occorre quindi saper smontare le proprie convinzioni, essere scevri da errate valutazioni, conoscere le proprie ed altrui realtà per essere pronti a rimontare nuove ipotesi, integrate da nuove modalità di gestione di possibili percorsi interculturali di apprendimento.
Non sempre le parole arrivano però al cuore come può farlo il suono di un berimbau o di una conga, o i movimenti di una danzatrice africana o di un passo di capoeira. Ecco allora le performance dei partecipanti al corso, organizzate per analizzare, studiare, commentare, ma anche per divertire, emozionare, coinvolgere.
Ieri la bellissima performance del gruppo di Capoeira “Arte e dominio” a cura diGil Banana, assieme alla dimostrazione di rumba del gruppo “Rumerito”, a cura di Amedeo Griffoni, impreziosito da entusiasmanti passi di danza africana.
Il progetto “Rumerito” nasce nel 2000 da un’idea di Amedeo Griffoni, percussionista allievo di Roberto Evangelisti, maestro della famosa scuola Timba di Roma, e insegnante della scuola “Pergolesi” dal 1989.
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“Il nostro progetto è stato quello di unire maestri ed ex allievi, accomunati dall’amore per questo tipo di musica, e dalla passione per lo studio delle tradizioni che sottendono a tutte le espressioni che la rumba propone. Dentro ogni musica c’è sempre un contesto culturale da ricercare e approfondire. La rumba è un’espressione musicale in continua evoluzione, si crea e si modifica, tanto che viene utilizzata in contesti profani, ed è influenzata allo stesso tempo da quelli sacri: in contesti profani il tamburo utilizzato è la conga, mentre nella santeria, che è una religione sincretica che mischia paganesimo, cristianesimo ed elementi della religione tradizionale yoruba, viene utilizzato il Batà. La Rumba è la musica del solar, il patio della casa, dove si raccontano storie, si balla e si danza al ritmo dondolante e travolgente del “clave”, strumento formato da due cilindri da percussione battuti l’uno contro l’altro”.
Soddisfatto del progetto anche Mohamed Malih, rappresentante dell’Associazione Multietnica di Senigallia, che ha sottolineato come sia importante portare a Senigallia politiche fattive di integrazione, accoglienza, conoscenza e rispetto delle diversità, invitando anche chi volesse a visitare il suo blog “Stracomunitari” , che potete trovare all’indirizzo www.malih.senigallia.biz .
Gruppi operativi
October 30, 2007
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Stamane il corso si è sperimentato nella discussione gruppale intorno alle tematiche emergenti rispetto al problema della definizione di ruolo e di compito degli insegnanti di danza e di musica. Che dire? Si è partiti dalla visione di un filmato di danza, che doveva essere commentato dai partecipanti al fine di estrapolare alcune parole che ne sintetizzassero il contenuto, o più precisamente, le riflessioni da esso scaturite. Un esercizio di immaginazione, di sintesi, di capacità di tradurre in parole le emozioni ed i pensieri circolant inei gruppi. A quale scopo? Prersumibilmente quello di applicarsi nel trovare da quali punti di partenza far scaturire una descrizione, una introduzione socio-culturale agli aspetti tecnici di insegnamento che ogni utente si aspetta dal suo insegnante. Il tutto al fine di sperimentarsi in ciò che tutto il progetto si pone come obiettivo: quello di integrare le forme di apprendimento meramente legate alla pratica in corso, che sia danza o musica, con la trasmissione di elementi di inteculturalità, viatico per una prassi di incontro pacifico tra le tradizioni culturali di etnie differenti.
La sensazione emersa appare quella relativa alla onestà intellettuale dei docenti, sarebbe a dire il riconoscimento della necessità di essere padroni di più elementi possibili della cultura che si sta illustrando (fosse la salsa cubana, il samba brasileiro, il tango argentino poco importa..). E questo perchè? Poichè il problema classico delle formazioni non accademiche (quali quelle di cui si sta discutendo) è la garanzia della validità del formatore che mon è riconosciuta da alcuna istituzione terza che ne assicuri la preparazione d il rispetto per dei canoni codificati e condivisi.
Allora emergono le riflessioni classiche: «un aspirante ballerino si affida più alla grafica del volantino che al curriculum del formatore», «si impara a suonare le percussioni afro-cubane dal primo che capita, o di cui hai sentito parlare», come se ci si sentisse defraudati della propria coerenza di insegnante che è stato apprendista, che ha speso denaro in corsi, viaggi, videocassete, cd e dvd formativi al fine di raggiungere l’attuale status di maestro senza diploma, senza certificazioni emanate da enti preposti, in molti casi.
Che fare? Difficile rispondere, e fino ad oggi questa domanda sembra rimasta inesaudita, ma la discussione d il gruppo fanno circlare idee, e le idee hanno bisogno di tempo per essere elaborate e trasformarsi in progetti. Questo è uno degli obiettivi di ACIDE, fare in modo che la tanto abusata necessità di attivare una rete si realizzi effettivamente non necessariamente su tutti i punti dei discorsi affrontati, che sulla spinta della emotività e del desiderio che si stimolano durante tali esperienze rischiano di fermarsi agli intenti, ma su pochi e chiari e circoscritti punti, che nell’immediato futuro dovranno essere delineati.
Ed è per questo che ci si è posti l’intenzione, supportata dall’Ufficio Politiche Giovanili, nelle sue declinazioni dell’Informagiovani e del Centro di Aggregazione Bubamata. di attivare una rete iniziale via web, che permetta ai partecipanti, con una sola mail, di comnicare a tutti gli altri i supi pensieri ed i suopi singoli progetti. Al fine di informare, essere informati e, perchè no, giungere ad alcuni cardini condivisibili e realizzabili nel prossimo futuro. A questo serve la segmentazione del progettoAcide in fasi susseguenti ed inclusive: la seconda fase prevede la applicazione degli elementi formativi acquisiti dai docenti nelle singole prassi lavorative ed associative, al proprio interno e presso gli istituti scolastici del territorio, ed una terza fase vede la progettazione di veri e propri spettacoli ad hoc da presentare in occasione della Festa della Musica 2008, evento ormai consolidato che attrae ogni anno migliaia di appassionati a riempire le piazze di numerose città europee, tra cui ovviamente Senigallia.
Poi la danza, defatigante e scherzosa, che coinvolge tutti gli astanti nei ritmi etnici proposti dai partner bulgari del progetto, dello Youth Center Haskovo che, prima di pranzo hanno fatto danzare coppie di avvenenti ballerine e di prestanti
percussionisti nel bel mezzo della Sala del Trono del Palazzo ducale di Senigallia…
About questions…….
October 30, 2007
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Yorgos Nikolaou says: how cultures meet the people? What means about words such integration, assimilation and incorporation? How we make to prevent violent conflicts? We know the others by exchange and with cultural respect.
Esoh Elame says that we must leave an eurocentric dimension when we are observing the other cultures.
He says: No culture without nature!
Gil Banana ed his Capoeira: a involving performance that changing the fight in dance.
Alcune questioni emerse…
October 29, 2007
Quale significato possiamo attribuire alle parole integrazione, assimilazione, incorporazione, se tentiamo di utilizzarle a proposito della sempiterna questione dell’incontro tra popoli e culture? Yorgos Nikolaou, nel suo intervento magistrale, ha affrontato tali problematiche con l’obiettivo di organizzare un discorso complessivo che parte dal presente storico e sociale, quello del post-illuminismo nell’era della globalizzazione, per delineare alcune indicazioni di metodo e di merito. E’ fondamentale comprendere la necessità di conoscere l’altro, attraverso lo scambio e la condivisione di esperienze e di dati culturali specifici della cultura d’appartenenza, nel rispetto delle diversità. Ma come fare a prevenire le tendenze alla risoluzione violenta dei conflitti, così frequenti nella storia di tutti i continenti e di tutti i popoli?
Assimilare una cultura o incorporarla? Farsi assimilare o continuare a convivere all’interno di un paese altro ritagliandosi una nicchia di diversità che non permetta alcuna omeostasi? In assenza di provvedimenti legislativi adeguati e, allo stesso modo, di una cultura dell’accoglienza, quante possibilità ci sono che individui aventi riferimenti etici o religiosi differenti possano realizzare uno scambio, e quindi un arricchimento reciproco? Allora la cultura immateriale, quale la musica o la danza, veicoli di comunicazione universali possono intervenire come facilitatori in questo auspicabile processo, in contrapposizione agli effetti deleteri degli stereotipi che normalmente intervengono a proposito di queste delicate argomentazioni.
Sulla medesima traccia, seppur con un taglio differente, la relazione di Esoh Elamè, che parte appunto dalla Convenzione dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (2003). Appare necessario abbandonare ogni dimensione eurocentrica di osservazione delle culture altrui. Facciamo un esempio: quel tamburo africano noto in Europa con il nome di Djembè, così diffuso tra i giovani nostrani, presso i popoli africani che ne fanno uso, assume un carattere di grande specificità. Non tutti possono suonarlo, esso ha un valore socio-religioso tale che è necessaria la definizione di un ruolo preciso tra gli individui della comunità. Allo stesso modo, ciò che per un europeo può essere descritta come un tratto di foresta adiacente ad un villaggio, per gli abitanti dello stesso può divenire un bosco sacro, luogo di preghiera, di cerimonia, un cimitero, un luogo di meditazione avente un profondo valore condiviso per la popolazione. E gli esempi potrebbero continuare ma, questo sembra essere il punto, tali aspetti appartengono a quella cultura immateriale, difficilmente misurabile e palpabile, che può essere solo percepita, e andrebbe conosciuta attraverso una relazione fondata fortemente sul rispetto per ciò che si può definire la territorialità, intesa stavolta come radicamento etnico-culturale fortemente legato alla sopravvivenza e al mantenimento di un ambiente naturale e culturale. Non esiste cultura senza rapporto con la natura. Un albero Mobai per una tribù africana significa il nome del proprio villaggio, della propria comunità. Abbattere un albero simile ha lo stesso valore che dar fuoco ad una biblioteca.
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Come mettere in pratica i principi ispiratori del corso?
La performance del gruppo di Capoeira di Gil Banana ne è stata una dimostrazione lampante: una grande capacità di coinvolgimento, la pulsazione ritmica delle percussioni, le evoluzioni dei danzatori accerchiati dal pubblico dei corsisti, una bandiera della pace ed il ricordo della schiavitù dei neri trapiantati dal colonialismo portoghese nel nordeste brasiliano. La capoeira è la trasformazione antropologica di una lotta in danza, una sublimazione dell’aggressività che diviene arte e movimento fisico, un magnifico esempio di esercizio etico-politico e culturale realizzato dall’arte.
Al via la prima giornata di seminari formativi
October 29, 2007
Lunedì 29 ottobre ha preso il via presso la Sala del Trono di Palazzo del Duca la prima giornata del corso interculturale “Sviluppare competenze interculturali attraverso corsi di musica e danza per adulti”, parte integrante del progetto biennale A.c.i.d.e., che vede il Comune di Senigallia ente capofila di un progetto finanziato dalla Comunità Europea nel programma Socrates Grundvig, con il partenariato dell’Università di Joannina in Grecia, dell’Associazione Haskovo in Bulgaria e di altre due associazioni provenienti dal Lussemburgo e dalla Germania.
A dare il benvenuto ai rappresentanti stranieri e alle numerose associazioni del territorio che hanno aderito al progetto, costruendo una fertile rete di contatti ed esperienze, curata dall’Ufficio Politiche Giovanili, erano presenti l’Assessore Simone Ceresoni , il dirigente del servizio Dott. Maurizio Mandolini, il responsabile delle politiche giovanili Dott. Andrea Garbin e il responsabile scientifico del progetto Dott. Esoh Elamè, che hanno salutato con soddisfazione la presenza di Marie-Pierre Degive , rappresentante della Commissione Europea.
“Siamo molto soddisfatti di poter ospitare nella nostra città questo progetto – ha detto l’Assessore Ceresoni – che rafforza la forte identità che la Città di Senigallia sta acquisendo in ambito europeo. La rete delle associazioni costruita con il lavoro dell’Ufficio Politiche Giovanili sarà protagonista del tentativo di utilizzare la danza e la musica come veicoli attraverso i quali sviluppare competenze interculturali”.
Il Dott. Esoh Elamè ha presentato ai numerosi intervenuti le tre giornate di formazione, sottolineando come “la nozione di intercultura, ormai diventata un termine alla moda, è diventata un processo eco- socio-culturale che ha assistito ad una forte proliferazione di attività, feste, cene, corsi; queste esperienze non sempre vedono la contestuale presenza di una riflessione e di una consapevolezza sul tessuto culturale di origine delle attività stesse. Il corso darà la possibilità alle strutture e alle associazioni che già intervengono nel campo della multicultura di sviluppare competenze da mettere in campo nella fase successiva del progetto, che vedrà interventi nelle scuole e negli eventi culturali che il comune di Senigallia organizzerà nel 2008, anno europeo del dialogo interculturale”.
La mattina ha visto gli interventi di Yorgos Nikolaou (Grecia) e Jacqui Spence (Lussemburgo), che hanno discusso sulle differenti modalità di implementazione del progetto nei diversi paesi, sot tolineando come la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale sia diventata oggetto di una Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Il seminario vedrà anche la presenza di laboratori pratici di danza e musica, seguiti da un dibattito e da un’analisi critica per cercare gli strumenti reali per tradurre in interventi sperimentali le buone prassi discusse durante i seminari. Durante la mattina di Lunedì 29 Ottobre si è svolta una “Performance di Capoeira” a cura di Gil Banana dell’Associazione Arte e Dominio.
29-30-31 ottobre il Programma definitivo del Seminario di Formazione sull’insegnamento interculturale della danza e della musica
October 25, 2007
lunedi 29 ottobre
Ore 9.00- 09.30 : Saluti delle autorità
Luana Angeloni, Sindaco di Senigallia
Velia Papa, Assessore alla Cultura Senigallia
Simone Ceresoni, Assessore alle Politiche Giovanili Senigallia
Rujoiu Rodica Mihaela, Consigliere straniero aggiunto – Comune di Se nigallia
Kapsalis, Decano Facoltà Scienze dell’Educazione Università di Ioannina (Grecia)
Marie-Pierre Degive, Commissione Europea
Ore 09.30- 10.15 : Il progetto A.C.I.D.E. Coordina: Esoh Elamé
Presentazione del progetto Andrea Garbin
Analisi dei bisogni formativi Darjo Valérie
Presentazione dei vari contesti dove si svolge il progetto A.C.I.D.E. tutti i partner
Ore 10.30- 12.00 : I concetti di base dell’interculturalità : Applicazione alla danze e musica etnica
Coordina: Maurizio Mandolini (Comune di Senigallia)
Il concetto di cultura nella sua dissonanza materiale e immateriale.
Il concetto di diversità culturale e la sua applicazione nel campo musicale e del ballo.L’intercultura come prospettiva.Il dialogo interculturale attraverso la danza e la musica.Gli stereotipi e pregiudizi nel campo musicale e del ballo
interventi magistrali di Esoh Elamé e Rita Minello (Italia) Nikolaou, (Grecia), Jacqui Spence (Lussemburgo)
Ore 12:00- 13:00 : Laboratorio: “Performance di Capoeira a cura di Gil Banana” e analisi critica
Il ruolo e le prassi della comunicazione interculturale applicata all’insegnamento della danza e della musica etnica agli adulti.Coordina: Simone Ceresoni, Assessore alle Politiche Giovanili – Comune di Senigallia
Ore 15:00- 17:00 : interventi magistrali
Ore 17:15- 19:00 : Laboratorio: “Performance di danze Bantu del Mozambico a cura di Nice Dias”Amedeo Griffoni, “Rumba Brasiliana” e analisi critica Yorgos Nikolaou, (Grecia) - Esoh Elamé , (Italia)Testimonianza critica di Cyrille Lobe (Germania)
Martedì 30 ottobre:
Ore 9:00- 11:00 : interventi magistrali . Metodologie didattiche per l’insegnamento delle danze e musiche etniche in una prospettiva interculturale
Coordina: Amelia Mariotti Comune di Senigallia
Iniziazione al concetto di rappresentazione sociale: applicazione nell’insegnamento delle danze e musiche etniche.
Iniziazione al metodo cooperativo: applicazione nell’insegnamento delle danze e musiche etniche;
Studi di caso sulle rappresentazioni della musica tradizionale/etnica in varie contesti mondiali
Esoh Elamé, Yorgos Nikolaou
Ore 11:00- 13:30 : interventi di approfondimento laboratoriale: Performance di Francesca Ebreo (Italia) e di Tahir Sali e Dorina Indzhova (Bulgaria)
Analisi critica a cura di Cyrille Lobe (Oldenburg), Jacqui Spence (Lussemburgo), Krasimira Zheleva (Bulgaria)
Ore 15:00- 19:00: Laboratorio di ricerca-azione Come ideare programmi e unità di apprendimento di danza e musica etniche in una prospettiva interculturale ?Ipotesi di percorsi per l’uso delle nuove tecnologie nell’insegnamento interculturale delle danze e musiche etnicheLavori in gruppo per ideare percorsi interculturali di apprendimento di danza e musica etnicheRestituzione: Esoh Elamé, Yorgos Nikolaou
mercoledi 31 ottobre
Ore 09:00- 09:45: Come valutare i corsisti in una prospettiva interculturale
Esoh Elamé (Italia), Nikolaou (Grecia), Jacqui Spence (Lussemburgo)
Ore 09:345 – 10:30: Integrare i corsi di danze e musiche etniche nelle politiche territoriali
Andrea Garbin, Amelia Mariotti
Ore 11:00- 11:30: Le associazioni immigrate del territorio: fattori di motivazione per imparare danze e musiche di altri popoli
Malih Mohamed, Associazione Multietnica SenigalliaIheme Caroline, Presidente Consulta Regionale degli Immigrati nelle Marche
Ore 11:30- 12:00: La Festa della Musica come opportunità e rete laboratoriale per il dialogo interculturale
Marco Staccioli, Associazione culturale Festa della Musica
Ore 11:30- 12:30: Indicazioni metodologiche per la sperimentazione di percorsi didattici interculturali nell’insegnamento della danza e dalla musica agli adulti.
Esoh Elamé, Nikolaou
Ore 12:30- 13:30: Valutazione generale del programma formativo
Jacqui Spence (Lussemburgo) Ore 16:00- 18:00 TAVOLA ROTONDA:Come sensibilizzare i cittadini al dialogo interculturale attraverso le musiche e danze etniche?Introduce Velia PapaSilvano Paradisi Presidente del Consiglio ComunaleAbdur Kaium (Consigliere straniero aggiunto Intervengono:Marco Staccioli (Festa della Musica), Andrea Celidoni (Musikè), Matteo Verdini (Festival Jazz), Manuele Bramucci e Paolo Montesi (Break Dance), Lorenzo Campanelli e Roberto Mazzoli (Bubamara ), Malih Mohamed (Associazione Multietnica di Senigallia), Gil Banana , Alessandra Torregiani (Associazione Arte e Dominio)
Coordina: Esoh Elamé- Maurizio Mandolini
Conclusione di Simone Ceresoni
Il progetto Acide – Sviluppare competenze interculturali attraverso corsi di musica e danza per adulti
October 18, 2007
Contesto
In molte città europee, vivono cittadini immigrati che condividono con popolazioni autoctoni, spazi e vita socioculturale. Inoltre, c’è un fenomeno sociale del tutto particolare. Ci sono sempre più cittadini europei che vogliono imparare danze e musiche etniche. Si tratta di balli sudamericani, danza del ventre (arabo),
balli africani. Occorre aggiungere a questo fenomeno, la ricerca tra i giovani delle musiche etniche, in particolare africane, che propongono alcune discoteche. Di fronte a questo processo, c’è una considerazione da fare: I corsi di danza e musica etniche non vengono fatti come fossero un processo di apprendimento interculturale. Non vengono accompagnati da un apprendimento sulla cultura dei popoli depositari della danza o del ballo che si sta imparando. Alla fine, i corsisti si appropriano della loro musica e della danza ma non della loro cultura.
Il progetto parte dalla tesi che attraverso i corsi di danza e musica etniche, si può sensibilizzare e formare i cittadini al dialogo interculturale.
Finalità
Costruire città educative dove il processo d’educazione alla pace e alla non violenza si fa coinvolgendo e valorizzando anche strutture (palestre, scuole di ballo, discoteche) che offrono corsi di danza e musica etniche. · Mostrare che i corsi di musica e danza etniche per adulti possono consentire di sviluppare competenze interculturali che fanno riferimento alla tolleranza, alla solidarietà, ed al rispetto delle diversità culturali.
Attività
Analisi dei bisogni formativi Ideazione di un modulo formativo per gli insegnanti di musica e danza etniche Corso di Aggiornamento Attività sperimentali d’educazione al dialogo interculturale attraverso la danza e la musica etnicheAttività di diffusione e disseminazione: collaborazione con la festa della musica, convegno, spettacoli, pubblicazioni Durata del progetto: due anni (2006/2007 – 2007/2008)